II.
Caro D(i)ario,
Oggi la nonna è venuta a trovarci. Odorava di borotalco, acqua di rose e caramelle Rossana. Ci ha portato in regalo due quaderni belli, di rilegatoria, con la copertina in carta pergamena. Uno per me e uno per Marianna.
È strano che ci permettano di avere qualcosa di uguale, ma forse perché la nonna è una persona anziana e a queste cose non ci pensa. E poi non so, a volte ho l’impressione che la nonna sia un po’ dalla mia parte, che mi voglia un bene speciale.
Prima di rinchiudersi nello studio con la mamma, come tutti i sabati, mi ha dato una carezza vigorosa sulla testa e mi ha detto di fare buon uso di quel quaderno e che sa che non la deluderò.
Per fortuna Marianna era uscita con il babbo per andare a danza, sennò sai quante storie avrebbe fatto per quella carezza squilibrata.
Allora ho deciso che userò questo quaderno per scrivere qualcosa di me, per diventare il mio amico speciale.
Per questo l’ho chiamato Dario, come il condottiero persiano e come il ragazzo di prima liceo che ha quei begli occhi verdi e che non mi considera mai.
Lui è nel club di pallavolo, ma io sono troppo basso per giocare a pallavolo. E ho sempre paura che la palla mi venga addosso e mi faccia male.
( Un quaderno dalla copertina in pergamena )